Sabato 13 gennaio, Giornata di azione globale per la Palestina nel centesimo giorno di massacro, alcuni di noi sono andati alla manifestazione pomeridiana per chiedere il cessate il fuoco a Gaza. Domenica non ne abbiamo trovato traccia sui giornali, e men che meno nei Tg regionali. Più presente la notizia del presidio del mattino. Così funziona il sistema dell’informazione. Non ogni evento può essere trasformato in notizia, che è un prodotto industriale che – in specifici processi (newsmaking) – va a inserirsi in contenitori sempre più diversificati. Giornali (cartacei e online) e radio/telegiornali seguono logiche e processi legati a fattori come lo spazio nella foliazione del giornale cartaceo e il tempo nei radio/telegiornali ma, anche, il finanziamento (pubblico e non) che consente redazioni e uso di professionalità più o meno “ricchi” e diffusione più o meno ampia. Per velocità di lavorazione la notizia deve rispondere anzitutto ai criteri di notiziabilità applicati dalle agenzie di stampa, che fungono usualmente da filtro attraverso il quale le notizie vengono individuate, impostate e definite, finendo direttamente sulle scrivanie delle redazioni. Dunque, l’assenza – ma anche la presenza – da noi riscontrate possono essere imputate a logiche produttive e a logiche editoriali. Il presidio della mattina era più notiziabile – c’era Marisa Laurito – e ha avuto probabilmente un addetto stampa, visto che c’è un lancio ANSA che un deskista malpagato ha probabilmente usato. Poi c’è il contesto di agenda. Il massacro a Gaza è in un cono d'ombra giornalistico che non invoglia a parlarne poiché l’interesse dell’informazione converge sempre sulle stesse notizie. Concorrono a questo vari fattori, che vanno dal semi-monopolio ancora occidentale delle agenzie di stampa internazionali, fino all’informazione nazionale: sei canali tv “governativi” e giornali nazionali concentrati in gruppi piuttosto atlantisti (Angelucci, Romeo, GEDI/Agnelli). È la stampa bellezza, non puoi farci niente! Non è esattamente vero: qualcosa è stato fatto ed oggi abbiamo strumenti un tempo inimmaginabili per farlo.


